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Palazzo Colosi, è conosciuto a Vitorchiano secondo la recente tradizione orale, anche come palazzo della Bovani, moglie del nobile Colosi che lo fece edificare agli inizi del XVII secolo all’angolo tra Viale Manzoni e Via Francesco Aquilanti.
Info: Info point Vitorchiano – Pro loco Vitorchiano. Piazza Roma, s.n.c. Tel. 0761373739 prolocovitorchiano@gmail.com – infopointvitorchiano@gmail.com
Comune di Vitorchiano, Ufficio Turismo – Piazza Sant’Agnese, 16 – cap. 01030 – tel. 0761373745 www.comune.vitorchiano.vt.it, e-mail info@comune.vitorchiano.vt.it
PALAZZO COLOSI
CENNI STORICI E DESCRIZIONE
Palazzo Colosi, è conosciuto a Vitorchiano secondo la recente tradizione orale, anche come palazzo della Bovani, moglie del nobile Colosi che lo fece edificare agli inizi del XVII secolo, (erede della Famiglia dei Conti Bovani) uno degli ultimi proprietari, l’avvocato N. Colosi. La struttura nasce da una implementazione di un precedente fabbricato rurale, presistente del XI sec., Il palazzo fu ideato e iniziato a costruire negli anni successivi al XVII sec. dai discendenti del capostipite della famiglia, Capitano di Ventura di origini tedesche che aveva scortato uno dei cardinali bavaresi al Conclave di Viterbo (1268-1271), stanco della frenesia della città principale della Tuscia.
All’angolo tra Viale Manzoni e Via Francesco Aquilanti, si erge il palazzo Colosi, un grande edificio su due livelli, costituito da due blocchi di diversa altezza perpendicolari tra loro. Il più alto ha la facciata caratterizzata da due diversi ordini di finestre, con agli estremi delle larghe lesene. Al palazzo si accede da Viale Manzoni, tramite il cancello principale, che è sormontato da buoi (chiaro richiamo alle origini del nome di famiglia) scolpiti nel peperino, la tipica pietra del posto.
Sul lato sinistro della facciata, dove c’è stato un crollo della muratura, la leggenda orale narra che sia avvenuta in concomitanza con l’arrivo nel paese della salma di Sant’ Amanzio, sono visibili altre due finestre murate, una per ogni livello, con i rispettivi segni della divisione degli ambienti preesistenti. Entrando si accede ad un ampio giardino, inizialmente strutturato secondo le linee guida di “giardino all’italiana” attraverso il quale s può accedere al terrazzo che si affaccia sulla piazza di ingresso al paese.
Superato il cancello d’ingresso troviamo un secondo cancello, attraversando un ampio cortile murato, che presenta in alto, sul lato corto e per metà del lato lungo della muratura, dei pilastri sormontati da vasi in peperino. Lungo il lato corto e parte di quello lungo del muro che delimita il cortile di ingresso del palazzo, spiccano i pilastri, quattro per ogni lato, sovrastati da vasi stile impero modanati in pietra, a forma di calice, alti e svasati. La base degli stessi è scanalata e si conclude in alto con un elemento di congiunzione anch’esso scanalato, sul quale poggia il vaso vero e proprio, che ha alla base delle decorazioni bombate e termina con una bordatura convessa. Più in basso è una finestra con grata bianca e una panchina in pietra. Superato il secondo cancello, un viale, circondato da alberi e siepi, conduce al portone di ingresso del palazzo posto sotto un’arcata a tutto sesto con architrave scanalato e decorato. Lungo il lato sinistro del palazzo, appare evidente la caduta di buona parte dell’edificio e sul primo livello ci si trova di fronte ad una quinta finestra murata. Una lesena con capitello, al livello inferiore, delimita la facciata del palazzo. In basso è una piccola finestra con grata affiancata da un’altra finestrella, posta su una parte di muro sopravvissuta alla caduta, che sottolinea la grandezza dell’edificio prima del crollo. Qui sono visibili altre due finestre murate, una per ogni livello, con i rispettivi segni della divisione degli ambienti preesistenti. La facciata principale presenta due ordini diversi di finestre, quattro per ogni livello; quello al primo piano si percepisce fosse caratterizzato dalla presenza di un frontone su ogni finestra per i segni che questi hanno lasciato sulla facciata. I piani del palazzo sono separati da cornici marcapiano e, agli angoli, sono visibili larghe lesene che, al livello inferiore, dove vi è la porta di accesso, sono sovrastate da capitelli lineari scanalati e dividono la parete in tre parti uguali. Lungo Viale Manzoni si sviluppa il prolungamento dell’edificio, e da qui sono nettamente distinguibili i due blocchi di cui è costituito il palazzo. I livelli su cui è costruito l’edificio sono meno riconoscibili rispetto alla facciata, ma si possono comunque distinguere in: un ordine superiore costituito da tre finestre, uno inferiore costituito da altrettante finestre non allineate e di diversa fattezza, e infine altri due ordini inferiori caratterizzati da due piccole finestre sovrapposte. Oltre il muretto che percorre Viale Manzoni, si intravedono i mattoni del lato dell’edificio che è crollato.
Su questo lato si affaccia l’unica finestra, che differisce dalle altre e che è collocata ad una diversa altezza. Inscritta in un arco a tutto sesto in peperino, la finestra ha le ante con telaio bianco in legno costituite da sei riquadri vetrati, tre per ogni parte e culmina in alto con una lunetta a grata.










